Banca Islamica

Il 15% delle banche islamiche indirizza i propri finanziamenti verso i settori dell'energia rinnovabile

Un sondaggio nel settore bancario islamico, pubblicato il 3 dicembre 2016 su ‘Al Arabiya’, mostra che il 15% delle banche islamiche indirizza i propri finanziamenti verso i settori dell’energia rinnovabile e per micro-progetti favorevoli all‘ambiente.
Così, i progetti ‘verdi’ in alcuni Paesi, come ad esempio gli Emirati Arabi Uniti e la Malesia, beneficerebbero del ricorso ai finanziamenti delle banche islamiche.
Bisogna inoltre sottolineare che circa due terzi del settore di finanziamento nell’Arabia Saudita adotta i principi della Sharia islamica (legge islamica), che non consentono di investire nei giochi d’azzardo, nel tabacco e nemmeno nelle bevande alcoliche.

‘Moody’s Investors Service’ prevede che il volume di rilascio dei bond islamici raggiungerà quest‘anno i 70 miliardi di dollari, a fronte di più di 80 miliardi di dollari per le obbligazioni ‘verdi’.
L‘importanza del finanziamento ‘verde‘ è maggiore da parte di quelle banche islamiche che mirano alla diversificazione, ben lontano da ciò che presentano invece le controparti tradizionaliste secondo il Consiglio Generale delle Banche e Istituzioni Islamiche, la cui sede è situata nel Bahrein.
Le banche islamiche vorrebbero migliorare il loro contributo alle economie locali creando opportunità di lavoro, infrastrutture e finanziando piccoli e medi progetti. Questa, per loro, è considerata una priorità massima, secondo un sondaggio effettuato dal Consiglio nel periodo compreso tra maggio ed agosto 2016. Il sondaggio ha coinvolto 86 istituti di finanziamento islamico in 29 Paesi, la maggior parte dei quali situati in Medio Oriente, Sud-Est asiatico e Africa, e afferma che un terzo delle piccole banche islamiche ha una modesta apertura al settore dell‘energia rinnovabile e verde.
Una banca locale in Malesia ha adottato mutui immobiliari verdi per facilitare l’inaugurazione di sistemi che funzionino con l’energia solare, mentre una banca islamica in Giordania sta lavorando sullo sviluppo di alternative di medio termine per finanziare sia progetti nel settore dell‘energia rinnovabile sia per sviluppare le competenze necessarie per il suo utilizzo.
Ma dove sono localizzati i progetti sull’energia nei nuovi piani dei Paesi del Golfo?
I piani di sviluppo delle capacità produttive delle fonti d‘energia -petrolio e gas- sono tra le più importanti basi di promozione di continuità dell‘investimento e della spesa sui progetti del settore d’energia in molti Paesi produttori, in quanto i dati (pubblicati qui il 3 dicembre 2016 da ‘Al Arabiya’) affermano che l’abbassamento dei prezzi del petrolio e l’indirizzarsi verso l’utilizzo delle riserve monetarie -al fine di spendere in progetti d’energia pulita e rinnovabile- è una questione positiva.
Un report recente afferma che i Paesi produttori d‘energia -petrolio e gas- hanno messo in atto piani e strategie che hanno influenzato positivamente la loro economia; inoltre i fattori di sostegno e resistenza seguiti da questi Paesi produttori hanno avuto ritorni promettenti sulla crescita del volume di produzione.
Secondo il report settimanale della società petrolifera ‘Al Hilal’ degli Emirati Arabi, l‘indirizzarsi verso la promozione della capacità produttiva d‘energia -come ad esempio quella elettrica- è diventata una necessità fondamentale per tutti i Paesi arabi, con le percentuali di produzione di energia che variano da un Paese all’altro a seconda sia del livello del loro volume di produzione di petrolio e gas che dal progresso avvenuto a seconda della natura delle strategie messe in atto nel periodo di variazione dei prezzi internazionali del petrolio.
Il report sottolinea che lo scenario attuale dei progetti d‘energia, sia grandi che medi, mostra che la maggior parte dei Paesi del Golfo si sta muovendo in base a scopi precisi da raggiungere nel breve periodo; inoltre la costruzione di partnership strategici tra il settore privato e pubblico avrà un ruolo fondamentale sull‘incidenza dei progetti per l‘energia.
Il report conferma che il settore dell‘energia negli Emirati Arabi Uniti è impegnato nella realizzazione di più progetti petroliferi, per attrarre investimenti dalle imprese internazionali alla loro terra, al fine di realizzare l’integrazione di tutti i progetti del settore energetico, soprattutto nelle industrie petrolchimiche, nelle raffinerie e nel GPL.
Il settore dell’energia nell’Arabia Saudita sta vedendo il lancio di più macroprogetti legati alla creazione d’energia elettrica, all’estrazione di petrolio e gas naturale, mentre il settore minerario sta acquisendo investimenti che raggiungono i 133 miliardi di Riyals.
Il Governo kuwaitiano ha intenzione di spendere più di 34 miliardi di Dinari su progetti petroliferi nel corso dei prossimi cinque anni, cosicché il settore di esplorazione e produzione acquisirà la più grande porzione di denaro che gli sia mai stato affidato.
Il report afferma anche che i piani e le strategie governative avrebbero bisogno di una riforma delle loro politiche e progetti, che aspirano a un ritorno dei prezzi al passato, in modo che vadano di pari passo all’abbassamento dei prezzi internazionali del petrolio. Inoltre, i Paesi del Golfo si stanno indirizzando verso l‘attenuazione dell‘utilizzo del petrolio nel lungo periodo al fine di evitare l’insorgere di nuove crisi finanziarie ed economiche.
Infine, il report sottolinea che il successo di queste strategie e piani si basa sulla continuità della spesa dei Governi e sullo sviluppo e l‘adozione di più tecniche nei progetti d’energia; inoltre il mancato rispetto di queste linee guida condurrà al rischio di fallimento di questi progetti e la loro incapacità di contribuire all’attenuazione degli oneri finanziari, il che avrà effetti negativi sull’andamento finanziario ed economico di questi Paesi.

Fonte: http://www.lindro.it/