Al Sisi

In centinaia sono scesi in strada a piazza Tahrir, al Cairo, e in altre città egiziane per manifestare contro il governo del presidente Abdel Fattah al Sisi. La polizia ha utilizzato i gas lacrimogeni per disperdere la folla almeno in un paio di occasioni. Human Rights Watch: uso brutale della forza

La polizia egiziana ha usato i gas lacrimogeni per disperdere centinaia di persone che si erano radunate in piazza Tahrir, al Cairo, per protestare contro il governo del presidente Abdelfettah Al Sisi. Lo scrive Al Jazeera, secondo cui diversi manifestanti sono stati arrestati. Piazza Tahrir è il simbolo della primavera araba egiziana: qui nel 2011 si radunarono milioni di persone per destituire l'allora presidente Hosni Mubarak.

Si trova al momento a Barcellona, in Spagna, dove è fuggito con la propria famiglia dalla dittatura di Al Sisi. Ed è già stato denunciato per alto tradimento per i suoi video che dai primi di settembre stanno scuotendo l'Egitto. In rete si respira già aria di ribellione, rivoluzione, la parola chiave è Enough Sisi, il protagonista, Mohamed Ali Secrets così si chiama la sua pagina Facebook che ha circa 700 mila piace e più di 800 mila follower, su Twitter sono poco più di 100 mila i follower, un canale you tube con decine di video.

Hajar Raissouni

Tra i mille modi per tentare di mettere a tacere i giornalisti scomodi, le autorità del Marocco ne hanno scelto uno particolarmente squallido.

Hajar Raissouni, della redazione del quotidiano indipendente “Akhbar al-Yaoum”, è stata arrestata il 31 agosto insieme al fidanzato Amin Rifaat, a un medico e a due suoi assistenti, all’uscita di uno studio medico della capitale Rabat.

Hajar è accusata di aver abortito e di aver avuto una relazione sessuale al di fuori del matrimonio.

Hajar Raissouni in posa con Ahmed e Zoulikha Zefzafi

La giovane donna è stata fermata da sei agenti prima di entrare in ospedale e trascinata con la forza dal ginecologo

RABAT. Relazioni sessuali illegali, gravidanza fuori dal matrimonio e aborto clandestino. Le accuse sono molto pesanti ma non riguardano un criminale patentato: l’arresto delle autorità marocchine è scattato il 31 agosto nei confronti della giornalista del quotidiano arabofono Akhbar Al Yaoum, Hajar Raissouni (28 anni). La notizia è stata resa nota solo martedì 3 settembre dalla tv indipendente Chouf Tv, provocando le proteste di ong, movimenti in difesa delle libertà individuali e anche di esponenti politici conservatori. Immediata la smentita del ginecologo dell’ospedale di Rabat secondo cui non sarebbe stato “praticato alcun aborto, piuttosto un intervento di urgenza”.

I sette fratelli Cervi

Se volete essere qualcuno, oggi, ma veramente qualcuno di importante, dovete conoscere la storia dei fratelli Cervi. Perché la storia dei fratelli Cervi è il seme dell’ideale nella testa dell’uomo, e il significato più profondo della parola “fratello”.
I sette fratelli Cervi furono uccisi dai fascisti tre giorni dopo Natale. Era il 28 dicembre 1943, settantacinque anni fa.

Se passeggiate per le strade d'Italia, soprattutto al Centro e al Nord, ci sono vie dedicate a loro. Ci sono piazze. Ci sono scuole. Se un bambino ve la chiede, raccontategliela questa storia. E se non ve la chiede raccontategliela lo stesso, la storia dei sette fratelli Cervi, colpevoli di troppo amore e uccisi da coloro che la democrazia e il confronto l'avevano calpestati con la marcia su Roma.