Marocco in stato di forte agitazione, proteste e boicottaggioAcqua, latte, benzina e sardine nel mirino dei consumatori
RABAT - I prezzi aumentano e gli hashtag di protesta si moltiplicano. La campagna di boicottaggio di beni di consumo rincarati all'improvviso in Marocco, a ridosso del mese di Ramadan, continua a infiammare la rete. Questa volta il movimento dei consumatori se la prende con i prezzi del pesce.
"Lascia che marcisca" il nuovo grido di protesta riprende la formula usata per boicottare il latte della centrale Danone ('Lascialo cagliare'). È inconcepibile, scrivono gli internauti, che in un Paese con 3.500 km di coste le sardine costino 20 dirham al chilo (2 euro circa), quando il prezzo abituale, durante il resto dell'anno, è di 10 dirham.

La campagna di boicottaggio che agita il Marocco da poco più di un mese riguarda già acqua minerale, latte e benzina. Secondo i più recenti sondaggi quasi l'80% dei marocchini è favorevole all'ondata di protesta che rappresenta una novità assoluta per il Marocco: un atto di disobbedienza civile che in molti già paragonano all'hirak, il movimento che ha infiammato il Nord, fino a pochi mesi fa. La campagna prende di mira principalmente l'acqua minerale Sidi Ali, messa in vendita a 6 dirham a bottiglia (1,5 litri contro i 5 dirham di media delle altre marche), il latte Danone venduto a 7 dirham al litro e la benzina Afriquia aumentata di circa il doppio nelle ultime settimane, dopo la liberalizzazione dei prezzi varata nel 2015 dal governo. Secondo l'inchiesta nazionale sui consumi, il 10 per cento delle famiglie più agiate spende 12 volte di più di quelle meno favorite e il livello di vita del 5% dei ricchi è 20 volte più alto di quello del 5% dei poveri; la metà della popolazione ricca dispone del 76% della capacità di spesa e cioè un po' più che tre volte il livello di vita del 50% dei meno ricchi.

Fonte: http://www.ansamed.info/