In Marocco i più antichi fossili di Homo Sapiens mai trovatiResti di 300 - 350 mila anni fa dei nostri probabili antenati, con il viso simile al nostro. Finora l'Homo sapiens veniva datato 195 mila anni fa nell'Africa dell'est
I nostri antenati hanno 300 – 350 mila anni di età. L’esemplare più antico di Homo Sapiens è stato ritrovato in Marocco, il che porta a rivedere la teoria dell’Africa orientale come culla dell’uomo moderno. Il record precedente – 195 mila anni per l’Omo Kibish, in Etopia – viene abbondamente superato dal nuovo ritrovamento.
In Marocco sono stati ritrovati cranio, mandibola e un’altra ventina di ossa, appartenenti a cinque individui, a Jebel Irhoud, 100 chilometri a est di Marrakesch. La rivista ‘Nature’ ha riservato due articoli e un editoriale alla sensazionale scoperta. Gli esperti hanno commentato: “Dal viso avrebbe potuto essere confuso con uno di noi”.

 

La teoria classica ci dice che la nostra specie ha avuto origine in Africa orientale 200 mila anni fa. Da qui, i sapiens si sarebbero diffusi nel resto del continente, prima di arrivare anche in Europa tra 40 e 45 mila anni fa, e successivamente nel reso del mondo. Ma adesso, tutto torna a essere in discussione. I sapiens del Marocco – ritrovati in realtà a partire dagli anni ’60, ma datati con sicurezza solo oggi – hanno la nostra forma del viso, ma ancora non hanno fatto il salto di specie, in particolare per il cranio, ancora molto simile a quello degli Homo più primitivi.

Jean-Jacques Hublin, direttore del dipartimento di evoluzione umana del ‘Max Planck’, dice: “Quella trovata in Marocco è probabilmente la più bella mandibola di Homo sapiens in Africa”. E ancora: “La faccia di questi primi sapiens è la faccia di qualcuno che potremmo incontrare tutti i giorni nella metro. I nostri nuovi dati rivelano che Homo sapiens non è nato in Africa dell’est 200 mila anni fa, ma si è diffuso nell’intero continente africano intorno a 300 mila anni fa”.

L’uomo ritrovato in Marocco e che viveva ai margini del deserto del Sahara – molto meno arido di oggi – sapeva cacciare con strumenti piuttosto moderni: selci scheggiate, forse unite a un manico, il suo cibo preferito, ossia la gazzella. Ma nei resti dei pasti sono stati ritrovati pure pasti cotti con il fuoco a base di zebre, antilopi, gnu, lepri, molluschi, tartarughe, istrici e serpenti.

Fonte: http://www.italyjournal.it